Homeschooling
Ci sono genitori che decidono di prendere in mano l’istruzione dei figli, in modo da garantire una formazione completa e di qualità, per prepararli al meglio al futuro.
Noi ti offriamo corsi e laboratori, sia che tuo figlio sia parte di un gruppo, sia che studi da solo.
Per noi il focus è l’apprendimento, seguendo i tempi di apprendimento propri dei singoli studenti in homeschooling, portandoli sia alla conoscenza di nozioni e metodi della materia, che all’utilizzo pratico delle abilità apprese.
L’utilità di alcuni corsi è più evidente rispetto ad altri, ma tutto quello che insegnamo serve a sviluppare abilità e interessi diversificati negli studenti in homeschooling.
Tutto il materiale, dalle attrezzature ai consumabili, lo porteremo noi, quindi non dovrete acquistare nulla in aggiunta.
Il costo e la durata dei corsi variano in base al numero di partecipanti, scriveteci usando il modulo in fondo alla pagina per avere un preventivo gratuito e senza impegno.
Disegno
Disegno manga
Per singoli e gruppi dai 10 anni in su
I manga, i fumetti giapponesi, si distinguono per un certo tipo di disegno. Partendo dalle basi, si arriverà a costruire un personaggio completo, cercando il proprio stile embrionale, che poi gli allievi potranno sviluppare continuando nel disegno.
Disegno Kawaii
Per singoli e gruppi dagli 8 anni in su
L’arte del disegno kawaii, carino in giapponese, consiste nel disegnare vari soggetti dando loro delle fattezze graziose. Partendo dalle basi, daremo agli allievi gli strumenti per rendere kawaii qualsiasi soggetto.
Linoleumgrafia
Singoli e gruppi dai 12 anni in su
L’arte della linoleumgrafia consiste nel trasformare un foglio di linoleum in una matrice da stampa. Partendo dal come si impugna una sgorbia, insegneremo come trasformare un pezzo di linoleum in un’opera d’arte, dedicando molta attenzione sia alla parte di incisione che alla parte di stampa, entrambe fondamentali per la buona uscita della stampa.
Stampa a punta secca
Per singoli e gruppi dai 12 in su
Partendo da una lastra di zinco e da un bulino, studieremo come si incide la lastra per ottenere una matrice e come si prepara la carta per la stampa, passando per le basi del disegno e la colorazione della stampa
Creare mostri
Per singoli e gruppi dai 10 anni in su
Insegneremo come disegnare dei mostri convincenti partendo da zero. Gli allievi avranno gli strumenti per crearli e disegnarli con qualsiasi tecnica, in modo da poterli inserire nelle proprie opere, che siano manga, kawaii o di altro tipo.
Scrittura
Scrivere una storia
Singoli e gruppi dagli 11 anni in su
Partendo da cos’è una storia e dai suoi elementi costitutivi, passando per varie tecniche di costruzione, per arrivare ad avere una storia strutturata e che non abbia contraddizioni.
Scrivere un racconto
Singoli e gruppi dagli 11 anni in su
Seguito del corso Scrivere una storia, vedremo qui come trasformare quella storia strutturata in un racconto. Come si gestiscono le scene, i personaggi, i luoghi, come fare le descrizioni e i dettagli. Lo scopo sarà aiutare gli allievi a trovare il proprio stile embrionale, su cui poi, se vorranno, lavoreranno nel corso degli anni.
Storia
I Veneti antichi
Singoli e gruppi dai 8 anni in su
Studieremo la storia dei veneti antichi sotto vari aspetti, parlando anche dei vari siti visitabili e dei reperti ritrovati legati alla storia dei veneti.
Seguirà un laboratorio per la creazione di una tavola alfabetica di rame a sbalzo, reperto spesso trovato nei siti veneti.
È possibile organizzare la visita ad un museo con reperti veneti, il museo specifico verrà scelto insieme ai genitori.
Teatro
Laboratorio teatrale
Singoli e gruppi dagli 11 anni in su
Partendo da alcuni esercizi per conoscere meglio il proprio corpo e lo spazio in cui ci si muove, passando per la voce e la relazione con gli altri, si arriverà a mettere in scena uno spettacolo di un drammaturgo importante, scelto insieme ai genitori.
Nel caso di singoli studenti si lavorerà su di un monologo e molto di più sulla relazione del proprio corpo con lo spazio circostante.
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Disegno manga
Manga è una parola composta dai kanji 漫画, che significano “disegno senza uno scopo”, “immagini derisorie”.
È impossibile stabilirne l’origine certa, alcuni studiosi fanno risalire le origini dei manga agli emakimono, o emaki, (rotoli di pergamena con storie illustrate), tra questi sono da citare l’Eingakyo, scritto da un autore ignoto e narrante la vita del Buddha, e soprattutto i Chōjū-giga (Rotoli degli animali) attribuiti all’abate Toba Sōjō. Questi ultimi riproducevano storie irriverenti in cui nobili, preti e guerrieri venivano ritratti con sembianze animalesche in pose assurde a scopo derisorio. Quali che fossero le immagini rappresentate, questi rotoli avevano tre caratteristiche che oggi consideriamo intrinseche del medium fumetto: la vignetta, i filatteri (spazi adibiti all’inserimento del testo, antenati dei balloon) e le linee cinetiche. A partire da XIV secolo i monaci appartenenti alla corrente del buddhismo zen svilupparono l’arte dello zen-ga, che miscelava disegno e calligrafia.
Nel XVII secolo, il Giappone venne unificato dal primo degli shogun, Tokugawa Ieyasu, e la pace che ne conseguì permise lo sviluppo delle grandi città come Edo (l’odierna Tokyo) e di varie sottoculture urbane.
In questo periodo nacquero il teatro Kabuki e i libri illustrati ad ampia tiratura. Il teatro ispirò gli autori di manga con le sue pose esagerate, la sua drammaticità, i libri illustrati li ispirarono con il tratto caricaturale e le scene semplici per far fronte agli elevati costi di stampa che avrebbero richiesto delle illustrazioni più elaborate.
Nel 1853, il commodoro statunitense Matthew Perry si stabilì con le sue Navi Nere nella baia di Tokyo, costringendo il paese ad aprirsi all’Occidente. Le pubblicazioni di ispirazione occidentale fecero da apripista negli ultimi anni del XIX secolo e fecero conoscere ai giapponesi le comic strips, le strisce a fumetti pubblicate come appendici sui quotidiani, che di fatto risultano essere il primo incontro tra il Giappone e il fumetto propriamente detto. Nel XX secolo il manga entrò pienamente a far parte della cultura giapponese.
Nacquero le prime associazioni di mangaka, come la Società giapponese dei manga (soprattutto a carattere satirico) e parallelamente, si sviluppò l’idea del manga come intrattenimento per bambini.
Oggi i manga, ossia i fumetti prodotti in Giappone, sono una delle forme di intrattenimento più popolari, soprattutto tra i più giovani. Un fenomeno di cultura pop che ha visto una graduale e inesorabile espansione globale negli ultimi quarant’anni, riuscendo ad abbattere barriere sociali e politiche poste dagli stessi giapponesi a difesa della loro identità nazionale e dell’apparenza nei confronti delle altre nazioni.
Disegno Kawaii
Kawaii (かわいい o 可愛い) è un aggettivo della lingua giapponese che può essere tradotto in italiano come “grazioso”, “adorabile”, “carino”. Dagli anni ‘80 il termine indica anche una serie di personaggi manga, anime, videogiochi o altro, disegnati con forme tonde, tratti bambineschi e colori pastello. Il disegno kawaii è tutto ciò che è innocente, dolce, che ti fa sentire calmo e di buon umore.
Pare che la cultura giapponese del Kawaii sia molto antica, viene fatta risalire addirittura al 1000 d.C., anno in cui la poetessa Sei Shonagon scriveva che «in verità, tutte le cose piccole sono belle».
Per noi occidentali questo stile nasce con i personaggi di Hello Kitty e Doraemon, cartoons allegri e giocosi, molto famosi e amati anche qui in Italia.
Negli ultimi anni in Giappone è sempre più in crescita la diffusione delle Yuru-Kyara (o Yuru-Chara), abbreviazione di Yurui Masukotto Kyarakutā, ossia quei personaggi teneri, morbidi e “pelosi”, vestiti da mascotte. Un fenomeno che ha interessato l’intera popolazione e cultura nipponica, tant’è che è rinomato in tutto il mondo il loro amore per queste ultime, equamente diffuso sia tra i bambini che tra gli adulti. Questi simpatici personaggi kawaii che sembrano provenire dai cartoni animati vengono associati idealmente a qualsiasi cosa: esistono infatti mascotte per le scuole, enti pubblici come ospedali, aziende, eventi, hotel e ogni prefettura ha la propria.
Il disegno kawaii si caratterizza per le forme morbide, arrotondate, un triangolo o un rettangolo con gli angoli arrotondati e una faccina composta da due puntini e una linea come bocca possono già diventare disegni carini. Le regole per disegnare cose carine: semplificare, ridurre tutti i dettagli, colori chiari (tinte pastello), la rotondità aiuta ad addolcire i disegni, disegnare una faccina (anche una caffettiera può diventare carina con una faccina). Il disegno kawaii ti fa esclamare: “Awww che carino!”
Linoleumgrafia
La linoleografia utilizza come matrice una lastra di linoleum trattato per la stampa. Questa tecnica ha da secoli utilizzato il legno come matrice ma, dati gli elevati costi e la difficoltà nell’intagliare legni duri, nelle scuole si utilizza il linoleum. Questa tecnica quindi non è un sostituto della xilografia ma possiamo considerarla la sua moderna evoluzione.
Xilografia o silografia (dal greco xilos, legno) in Europa si impone nel XV secolo. Questa tecnica consiste nella scalpellatura di forme su legno con appositi strumenti come sgorbie e bulini per ricavare una superficie liscia a rilievo che, inchiostrata, riporti in modo speculare l’immagine (o i testi) ottenuti. Nata in Cina e poi diffusasi in tutto l’Occidente, in Europa ha molti esponenti nel Rinascimento come Tiziano o Dürer. Nel tempo la tecnica cede il passo alla calcografia ma ha la sua rinascita artistica nell’Ottocento grazie a G.P. Doré e ad alcuni artisti del movimento espressionista.
La stampa xilografica arriva in Giappone dalla Cina insieme alla tecnica di fabbricazione della carta, entrambe portate dai monaci Buddhisti nell’VIII sec. Dapprima questa tecnica è stata utilizzata per testi e scopi religiosi; solo molto dopo, verso il XVII secolo comincia ad essere utilizzata per scopi laici per poi passare a libri di singole stampe.
Le prime stampe sono monocrome, realizzate con l’inchiostro per la calligrafia, prodotte come illustrazioni per i libri. Hanno una forte linea di contorno, forme astratte, nessuna profondità o volume. Nel 1700 gli editori (soprattutto dei centri editoriali di Tokyo, Kyōto e Osaka) iniziano a proporre alla nascente borghesia singole stampe, da principio in bianco e nero, in seguito colorate a mano. Questa tecnica è conosciuta come urushi-e (stampa laccata con ritocchi fatti con inchiostro lucido nero per far risaltare alcuni dettagli). Stampe a colori cominciano ad essere prodotte, in tiratura limitata, intorno al 1730, come edizioni private e lussuose. Suzuchi Haronubo (1725-1770) è il primo arista a lavorare a stampe interamente a colori. In Giappone le stampe sono chiamate ukiyo-e, letteralemente “immagini dal mondo fluttuante”, che fa riferimento al concetto buddhista della transitorietà della vita. Nonostante all’inizio del XIV secolo l’ukiyo-e cominciò a decadere, in questi anni lavorano due tra i più grandi artisti di questa arte: Hokusai e Hiroshige. La tradizione xilografia inizia a declinare irreversibilmente intorno al periodo Meiji dal 1866 dato che i contatti con l’Occidente porta nuove tecniche di stampa. L’interesse rinasce intorno al XX secolo dove gli artisti vedono la stampa come momento creativo e non solo come metodo di riproduzione.
In questo corso si utilizzerà una specie di colla nori e i colori ad acquerello in tubetto (come in uso in Giappone).
Stampa a punta secca
La calcografia, o incisione a incavo, nasce nella metà del XV secolo. Si ottiene incidendo delle lastre metalliche di rame o zinco con un bulino (o strumento aguzzo detto puntasecca) e, mediante la forte pressione di un torchio, si trasferisce il disegno inchiostrato su carta. La stampa sarà invertita rispetto alla matrice.
La puntasecca si differenzia dalla tecnica ad acquaforte per la mancanza del passaggio in acido nitrico (detto appunto acquaforte) che corrode le parti non protette. In questo modo il segno può risultare irregolare, più o meno profondo e più o meno largo perché dipende dalla forza esercitata per incidere la lastra.
Durante l’operazione vengono sollevati dalla matrice dei filamenti di metallo detti barbe.
Questi filamenti o sbavature, al contrario di quanto avviene nella tecnica a bulino, non vengono tolte, ma rimangono ai bordi del segno e conferiscono un tratto molto particolare e più “morbido”.
Possiamo quasi dire che l’incisione “a secco” è iniziata con l’essere umano: con i disegni sulle pareti delle grotte esistono anche le incisioni su pietra, su ceramica, su osso. Queste incisioni non sono incisioni per stampa, questi sono solo esempi per dire che l’incisione è antica come l’essere umano. Per tutte le stampe su metallo bisogna prestare particolare attenzione a proteggere la lastra per tutto il processo di lavorazione e anche oltre: ogni piccolo graffietto anche quelli più impercettibili saranno visibili sulla stampa.
La pressione esercitata in fase di stampa, però, le distrugge rapidamente e di conseguenza, man mano che si procede con la stampa, l’aspetto di queste viene alterato.
Questa tecnica, può quindi essere usata solo per tirature di stampa limitate.
Durante il corso saranno spiegati tutti i passaggi per realizzare la propria stampa: tratteggio, scelta del soggetto, la preparazione della lastra, come inciderla, fino all’uso del torchio. Dopo un’introduzione sui vari aspetti tecnici ogni allievo realizzerà, sotto la guida della docente, una stampa 10×15.
Creare mostri
Come mostro intendiamo un essere vivente reale o immaginario a cui sono attribuite una o più caratteristiche straordinarie dalle quali si discosta dall’ “ordinario”.
La parola stessa (dal latino monstrum, da monere) significa “portento”, “prodigio”, e può assumere sfumature ambivalenti. Se inteso in senso positivo, o perlomeno ambiguo, il mostro è accostabile ai mirabilia, e ai cosiddetti “fenomeni da baraccone”; se inteso invece in senso negativo, si carica – secondo il contesto – di una valenza fisica o morale.
Di solito i mostri possono essere classificati in tre tipologie: abnormità e deformità (gigante o minuscolo, Ciclopi o Cerbero), ibrido (differenti specie umana, vegetale o animale fuse insieme come i Centauri, l’Arpia, Sirene, Sfinge e Lupi Mannari), sovrannaturale (di solito mostri immortali o invulnerabili come la Gorgone, la Sfinge, che fa parte anche dell’ibrido, il Basilisco, la Fenice, Pegaso, il Drago o la Mandragola, anche questa facente parte anche dell’ibrido).
A volte i mostri sono un unicum, generati come punizione divina o esperimento umano, basti pensare al Minotauro, a Scilla e Cariddi, a Medusa (secondo alcuni miti), alla creatura di Frankenstein, homunculus, il Golem.
Scrivere una storia
Partendo da cos’è una storia e dai suoi elementi costitutivi, passando per varie tecniche di costruzione, per arrivare ad avere una storia strutturata e che non abbia contraddizioni.
Scrivere un racconto
Seguito del corso Scrivere una storia, vedremo qui come trasformare quella storia strutturata in un racconto. Come si gestiscono le scene, i personaggi, i luoghi, come fare le descrizioni e i dettagli. Lo scopo sarà aiutare gli allievi a trovare il proprio stile embrionale, su cui poi, se vorranno, lavoreranno nel corso degli anni.
I Veneti antichi
Studieremo la storia dei veneti antichi sotto vari aspetti, parlando anche dei vari siti visitabili e dei reperti ritrovati legati alla storia dei veneti.
Seguirà un laboratorio per la creazione di una tavola alfabetica di rame a sbalzo, reperto spesso trovato nei siti veneti.
È possibile organizzare la visita ad un museo con reperti veneti, il museo specifico verrà scelto insieme ai genitori.
Laboratorio teatrale
Partendo da alcuni esercizi per conoscere meglio il proprio corpo e lo spazio in cui ci si muove, passando per la voce e la relazione con gli altri, si arriverà a mettere in scena uno spettacolo di un drammaturgo importante, scelto insieme ai genitori.
Nel caso di singoli studenti si lavorerà su di un monologo e molto di più sulla relazione del proprio corpo con lo spazio circostante
